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Borghi Montani d’Abruzzo: Itinerario tra Natura e Tradizione

Borghi Montani d’Abruzzo: Itinerario tra Natura e Tradizione

L’Abruzzo custodisce un tesoro prezioso fatto di pietra, boschi e silenzi: i suoi borghi montani. Arroccati tra le vette del Parco Nazionale della Majella e del Gran Sasso, questi piccoli paesi raccontano storie di resilienza, tradizioni millenarie e di un legame profondo con la natura. Un viaggio attraverso questi luoghi significa immergersi in un’Italia autentica, dove il tempo sembra scorrere seguendo il ritmo delle stagioni e la comunità rappresenta ancora il cuore pulsante della vita sociale.

Santo Stefano di Sessanio: Il Borgo di Pietra

Il nostro itinerario inizia da Santo Stefano di Sessanio, gioiello incastonato nell’altopiano di Campo Imperatore a 1.250 metri di altitudine. Questo borgo medievale sembra uscito da una cartolina d’epoca, con le sue case costruite interamente in pietra calcarea bianca che riflette la luce creando giochi cromatici unici durante la giornata. Le viuzze lastricate si snodano tra archi e passaggi coperti, mentre la torre medicea svetta a ricordare l’antico splendore di quando il paese era sotto la protezione dei Medici di Firenze.

Negli ultimi vent’anni, Santo Stefano ha vissuto una straordinaria rinascita grazie a un ambizioso progetto di recupero che ha trasformato le case abbandonate in un albergo diffuso di charme, diventando un modello di turismo sostenibile. Passeggiare per le sue strade significa scoprire botteghe artigiane dove ancora si lavorano la lana secondo tecniche antiche, assaggiare la lenticchia di Santo Stefano, presidio Slow Food, e respirare l’atmosfera di un luogo che ha saputo guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Scanno: Il Lago a Forma di Cuore e i Costumi Tradizionali

Proseguendo verso sud, ci imbattiamo in Scanno, probabilmente il borgo montano più fotografato d’Abruzzo. Situato a 1.050 metri di altitudine, questo paese conserva intatto il suo impianto urbanistico medievale, con palazzi nobiliari, chiese barocche e scale esterne che collegano i diversi livelli del centro storico. Ma Scanno è famosa soprattutto per due elementi distintivi: il suo lago a forma di cuore, nato da una frana circa 12.000 anni fa, e il costume tradizionale femminile, ancora indossato dalle donne più anziane durante le festività.

Il costume scannese è un vero capolavoro di artigianato tessile, con la gonna nera plissettata, il corpetto ricamato e la caratteristica acconciatura “cappellitte”. Passeggiare per il centro storico significa anche scoprire le botteghe orafe dove maestri artigiani creano ancora a mano la “presentosa”, il tradizionale gioiello a forma di cuore che gli innamorati scannesi regalavano come pegno d’amore. Durante l’estate, il borgo si anima di eventi culturali e fotografici, attirando artisti e visitatori da tutto il mondo.

Pescocostanzo: L’Eleganza della Pietra Lavorata

A pochi chilometri di distanza sorge Pescocostanzo, borgo che unisce l’architettura rinascimentale alla tradizione montana. Qui l’arte della lavorazione della pietra ha raggiunto livelli di eccellenza straordinaria, come dimostrano i portali scolpiti, le fontane monumentali e soprattutto la splendida Basilica di Santa Maria del Colle, con il suo soffitto ligneo a cassettoni decorato in oro zecchino. Il centro storico è un museo a cielo aperto dove ogni angolo rivela dettagli architettonici raffinati, dalle ringhiere in ferro battuto ai balconi fioriti.

Pescocostanzo è anche rinomata per le sue tradizioni artigianali: il tombolo, il merletto ad ago e l’oreficeria sono ancora praticati con maestria. Durante l’inverno, il borgo si trasforma in una meta sciistica apprezzata dalle famiglie, grazie alle piste del comprensorio Alto Sangro, mentre d’estate diventa base ideale per escursioni nel Parco Nazionale della Majella.

Pacentro: Alle Porte della Majella

Dominato dalle torri del castello Caldora, Pacentro si erge ai piedi della Majella come un presepe di pietra. Questo borgo, paese natale del nonno di Madonna, la celebre cantante americana, conserva perfettamente la sua struttura medievale con le case addossate le une alle altre, le stradine strette e ripide, e le piazzette raccolte dove gli anziani si ritrovano ancora a chiacchierare seduti sulle panchine.

La “Corsa degli Zingari”, che si svolge ogni anno la prima domenica di settembre, è un evento unico che vede giovani scalzi correre in salita attraverso le vie del paese fino alla chiesa di Santa Maria Maggiore, in onore della Madonna di Loreto. Questa tradizione, che affonda le radici nel XVI secolo, attira ogni anno centinaia di visitatori che restano affascinati dalla passione con cui la comunità mantiene vive le proprie usanze.

Navelli: La Piana dello Zafferano

Concludiamo il nostro itinerario a Navelli, borgo fortificato che domina l’omonima piana famosa in tutto il mondo per la produzione dello zafferano. Questa spezia preziosa, coltivata qui fin dal XIII secolo, è un presidio Slow Food e rappresenta l’oro rosso d’Abruzzo. Il centro storico si sviluppa in cerchi concentrici attorno al palazzo baronale, con vicoli stretti che si aprono improvvisamente su panorami mozzafiato che spaziano dal Gran Sasso alla Majella.

In autunno, quando i campi si tingono di viola per la fioritura dei crochi, Navelli organizza la Sagra dello Zafferano, momento in cui è possibile assistere alla raccolta manuale dei fiori e alla delicata estrazione degli stimmi, un lavoro che richiede pazienza e dedizione immutate nei secoli.

Informazioni Pratiche per il Viaggio

Questi borghi montani sono collegati tra loro da strade panoramiche che attraversano il Parco Nazionale della Majella, offrendo scorci indimenticabili. Il periodo migliore per visitarli va da maggio a ottobre, quando il clima è più mite e i sentieri sono tutti praticabili. In inverno, l’atmosfera diventa magica con la neve che ammanta i tetti di pietra, ma è necessario attrezzarsi adeguatamente.

Per quanto riguarda l’ospitalità, tutti questi borghi offrono strutture ricettive che vanno dagli alberghi diffusi ai bed and breakfast a conduzione familiare, dove è possibile assaporare la cucina tradizionale abruzzese: dagli arrosticini alla polenta, dai formaggi di pecora alle lenticchie, dal tartufo ai dolci come i “mostaccioli” e le “ferratelle”.

Visitare i borghi montani d’Abruzzo significa intraprendere un viaggio nell’Italia più autentica, dove la natura è ancora protagonista e le tradizioni non sono semplici attrazioni turistiche ma parte integrante della vita quotidiana. È un’esperienza che arricchisce l’anima e ricorda quanto sia importante preservare questi tesori di pietra e memoria, custodi di un patrimonio culturale unico al mondo.